Il muso della canna va davanti al piattello: la regola del piombo

Scopri perché nel tiro a volo il muso della canna deve essere davanti al piattello e come applicare la giusta traiettoria per colpire con precisione.
La regola del piombo
Nel tiro a volo, il sollo impiega pochi centesimi di secondo per raggiungere il bersaglio. In quel tempo il piattello si sposta di un certo numero di centimetri, quindi bisogna anticipare il punto di incontro. Per questo il muso della canna va portato davanti al piattello, non sulla sua posizione attuale.
Se punti esattamente al piattello, lo vedrai passare davanti al piattello e mancherai il bersaglio. Il trauma semplice: la canna delinea la direzione del colpo, il piattello si muove lungo una traiettoria. La distanza tra canna e bersaglio al centro dello spazio è chiamata piombo, e va regolata secondo angolo e velocità.
- Il piombo è la distanza tra il muso della canna e il piattello in movimento.
- Si misura in corpi di piattello: per la fossa olimpica spesso bastano 1-2 corpi.
Prima e dopo la chiamata
Prima della chiamata del direttore di tiro, la canna è in posizione di attesa, con la punta rivolta doveparte il piattello. E' importante non puntare direttamente sul bersaglio anticipatamente, ma preparare la postura e l'imbracciata affinché la prontezza sia funzionale.
Appena il direttore dice 'Rico', si attiva il movimento della canna: si sale al piattello e si supera, finendo col muso leggermente davanti. Il movimento deve essere continuo, senza fermate solo alla chiusura dello scatto. La canna non si deve arrestare sulla posizione di fuoco, ma proseguire per qualche centimetro.
- La chiamata 'Rico' è unica e regola il inizio del movimento.
- Il muso deve superare il piattello per anticipare la traiettoria.
La misura del piombo
Il piombo non è una valore fisso: dipende dalla distanza, dalla velocità che il piattello ha all'uscita del campo e dall'angolo. A valla: nello skeet, un piattello che arriva rapidamente può richiedere 3-4 corpi di piattello, mentre in fossa olimpica con una traiettoria più prevedibile bastano 1-2 corpi.
Il FITAV e l'ISSF non definiscono numeri esatti di piombo: regolano solo le dimensioni del campo e la direzione del tiro. La stima del preciso è quindi un compito dell'atleta e dell'istruttore: si imposta il primo piombo con un riferimento (come un albero, una buca o un segno del campo) e si regola nelle batterìe successive.
- Il piombo si esprime in corpi di piattello (un ta corpi di circa 11 cm).
- Ognanto si prova su un campo: non fissare un numero e non replicarlo per altre specialità.
Errori e correzioni
L'errore più comune del principiante è quello di fermare il muso della canna sul piattello: questo si chiama 'guardare il piattello' e porta a non anticipare. Bisonena invece usare la mira sulla canna, e il muso precede come riferimento visivo, senza fissare il chiodo.
Una secondo errore è quello di alzare il testo alla fine o di chiudire gli occhi al momento dello scarallone. La correzione corretta sta nel mantenere la testa bassa, la canna sempre in movimento, e togliere il dito dal grilletto solo quando il piombo è acquisito. Lo si esercita con un istruttore qualificato su una regia di addestramento.
- Non si fissa il piattello: si guarda il punto di frattoria davanti a esso.
- La testa deve rimaneree ferma e la canna accelera verso il previsto.